S.O.S. GENITORI – mio figlio è aggressivo

Molti studi evidenziano come uno stile educativo efficace sia uno dei principali fattori protettivi per i problemi di condotta e aggressività nei bambini.

Supportare i genitori nella crescita di figli aggressivi vuol dire aiutarli a mettere in atto delle risposte  più efficaci per la gestione dei comportamenti problematici, diminuendo così l’aggressività nei comportamenti propri e dei bambini; promuovere le loro competenze emotive consente agli adulti di entrare in empatia con i propri figli e insegnare loro nuove strategie di manifestazione di emozioni sgradevoli come rabbia e tristezza.

Che vuol dire stile educativo efficace?

E’ un’educazione basata sulle lodi e sulla comunicazione di qualità, piuttosto che sulla punizione e sull’autorità.

Negli anni ’30 vengono elaborate le principali teorie comportamentali, fra cui il paradigma del condizionamento operante di Skinner, il quale evidenzia scientificamente come è possibile modificare la probabilità di replica di un comportamento se esso viene seguito da uno specifico stimolo definito rinforzo (una lode, un premio). Questo vuol dire che è più efficace premiare un comportamento corretto che punirne uno sbagliato.

Dare attenzioni e lodi ai nostri figli mentre mettono in atto comportamenti per noi desiderabili e ignorarli durante i capricci, giocare con loro quando sono tranquilli e  privarli della nostra attenzione quando urlano o fanno dispetti solo per farci stare li con loro. Questi sono solamente alcune modalità di messa in atto dei principi di rinforzo alla base dei comportamenti.

Spesso i nostri genitori ci parlano di come la loro educazione sia stata diversa dalla nostra, di come “bastava uno sguardo e capivo subito” “l’ultima parola era sempre di mio padre” “non mi azzardavo mai a rispondere ai miei genitori…non come i giovani d’oggi”. Ma era realmente un’educazione efficace?

Quello che spesso ci sfugge e il concetto di modello.

Qualunque cosa diremo ai nostri figli non varrà come un singolo gesto fatto.

Gira in rete un meraviglioso video in cui si mostra come ogni bambino fa esattamente quello che vede fare al proprio genitore. Ed così che funziona. I bambini imparano da noi ad esprimere le emozioni, a scegliere il comportamento giusto da mettere in atto, a parlare. E’ importante quindi il modo in cui noi ci esprimiamo con loro più che il contenuto.

Già Bandura nel 1963 con la sua teoria dell’apprendimento sociale  ci spiega come un bambino impara comportamenti, anche nuovi, osservando un modello e le conseguenze che tale comportamento ha per il modello stesso.

Immaginiamo una madre arrabbiata con il proprio bambino, probabilmente gli urlerà contro, è possibile anche che gli dia uno schiaffo o che lo minacci di “riempirlo di botte” se non la finisce. In questo caso il messaggio che arriverà al bambino è “quando sono arrabbiato devo urlare contro l’altro, picchiarlo e minacciarlo” e sarà talmente tanto spaventato dal comportamento della madre che non riuscirà a sentire neanche quello che lei gli sta dicendo.

Quante volte abbiamo sentito dire da qualche genitore: “Se non la smetti di picchiare tua sorella te le suono di santa ragione”…beh chissà come gli è venuto in mente al bimbo di relazionarsi in questo modo con la sorella?!

I bambini sono delle spugne è vero, e sono degli eccellenti osservatori, molto più di noi adulti. Ci osservano continuamente e credono che qualunque cosa facciamo sia la cosa migliore.

Si dice da sempre che fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo ma noi ci ostiniamo a farlo.

Allora come “imparare” questo duro lavoro?

Probabilmente le parole chiave da tenere in mente potrebbero essere emozioni, comunicazione, rispetto e autorevolezza.

Possiamo pretendere rispetto dai nostri figli solamente se siamo i primi a rispettarli, basare la propria educazione sulla paura potrà funzionare fin quando il nostro cucciolo non diventa 30 cm più grande di noi, e allora probabilmente farà con noi quello che gli abbiamo insegnato a fare.

Essere autorevole vuol dire essere rispettati dall’altro per meriti e non per minaccia, vuol dire creare un legame con il proprio figlio che rimarrà per sempre.

Insegniamo ai nostri figli che se son tristi possono piangere, se sono spaventati possono chiedere aiuto, se sono arrabbiati possono comunicarlo senza dover alzare la voce o picchiare, se sono felici possono saltare dalla gioia. Insegniamo ai nostri figli che tutte le emozioni sono fondamentali nella vita e che è importante esprimerle senza mancare di rispetto all’altro. Insegniamo tutto questo a loro imparandolo noi per primi.

Essere educatori non è semplice, vuol dire essere un modello per gran parte della vita. Quelli che oggi sono solo bambini fra qualche anno saranno adulti e condurranno la loro vita in base agli insegnamenti dei loro educatori.

Esistono per questo dei training costruiti ad hoc per genitori che vogliono conoscere strumenti e modalità efficaci per relazionarsi ai loro figli: il Parent Training, che consiste in una procedura di formazione finalizzata all’apprendimento di competenze utili nella gestione dei comportamenti dei figli. Le finalità principali del training sono volte al miglioramento da parte dei genitori delle abilità necessarie per svolgere in modo funzionale compiti educativi. Le attività servono a dare informazioni, motivare i genitori, promuovere il cambiamento, sperimentare le nuove abilità in un setting protetto, con l’ambizione che le stesse competenze genitoriali sviluppate siano trasmesse ai figli, creando così una reazione a catena di modellamento che prosegua di generazione in generazione.

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