CIBO: GIOIA E DOLORE Comportamento alimentare, emozioni e gestione del peso corporeo.

È opinione comune che le persone in sovrappeso siano più felici rispetto alle persone magre. Ma questo sarà vero?

L’obesità rientra all’interno dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), insieme all’Anoressia Nervosa, alla Bulimia Nervosa e al Disturbo da Alimentazione Incontrollata.

Non esiste una correlazione diretta fra fattori specifici e l’insorgere dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), è presente sia un’influenza biologica che ambientale. Spesso tutto nasce dall’aver intrapreso una dieta perché si entra in un circolo vizioso per cui il cibo diventa un pensiero fisso.

Fra i fattori ambientali troviamo per esempio la pubblicità, che presenta il cibo fonte di piacere o felicità, ed i canoni di bellezza imposti dalla società, per cui si vedono sfilare modelle e attrici solamente taglia 38.

Lo stile alimentare della famiglia ha un forte peso, solitamente mangiamo come ci hanno insegnato i nostri genitori, per questo è importante educare ad una corretta alimentazione i bambini già da piccoli.

Fra i fattori biologici possiamo trovare la presenza di alcune patologie o problematiche metaboliche che possono però essere tenute sotto controllo con una terapia farmacologica (è da notare che spesso tali patologie si presentano a causa del comportamento alimentare, come per esempio avviene spesso per le persone obese).

Inoltre è presente un aspetto comportamentale: il cibo viene utilizzato come risposta polifunzionale per soddisfare ogni bisogno. Qualsiasi disagio viene “sommerso” dall’offerta di cibo. Molto spesso non si mangia per fame ma per noia, per rabbia, per tristezza.

Il legame fra comportamento alimentare e stato emotivo è molto forte. In tutti i DCA si riscontra un patologia legata alla competenza emotiva. Molti cibi, soprattutto quelli contenenti zuccheri, agiscono direttamente aumentando il livello di serotonina, neurotrasmettitore fondamentale nella regolazione emozionale. Il legame fra obesità e patologie psicologiche è bidirezionale: una persona obesa probabilmente sarà portata a mangiare nei momenti di tristezza ma il forte sovrappeso dato dall’eccessiva alimentazione potrà poi portare a non accettarsi, all’isolamento e sensazioni di inadeguatezza, alimentando così la depressione stessa.

Diventa fondamentale quindi imparare a riconoscere il proprio stile alimentare e modificare, se necessario, il proprio approccio verso il cibo e le abitudini relative al benessere personale.

Cosa fare per una gestione adeguata del comportamento alimentare?

1.Il primo passo è osservare, senza giudicare, il nostro modo di alimentarci attraverso il diario alimentare e introdurre l’attività fisica nella nostra quotidianità, anche nelle piccole cose (non usare l’ascensore, usare meno l’auto o parcheggiare lontano)

2. Può essere utile stabilire delle fasce orarie in cui posizionare i pasti: è importante rispettare le fasce orarie e dedicare il momento del pasto solamente a questo. (Spegni la TV, spegni il cellulare, osserva e gusta cosa stai mangiando, parla con i tuoi commensali se vi sono).

3. Svolgere esercizi di rilassamento prima dei pasti principali.

Soprattutto nei casi in cui il cibo funge da regolatore emotivo, diminuire i livelli di attivazione aiuta nel mantenere un comportamento alimentare corretto e più salutare.

4. Rivolgersi ad uno specialista nel caso si pensi di avere la necessità di perdere qualche chilo. È importante avere un piano alimentare personalizzato ed equilibrato, al fine di non danneggiare la salute.

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